Luoghi d'interesse
Per semplicità abbiamo suddiviso i molti luoghi d'interesse del territorio in base al comune di locazione. In questo modo vi sarà possibile capire che cosa visitare e soprattutto dove. Alla reception sarà sempre a vostra disposizione materiale informativo specifico nel caso in cui abbiate interesse ad approfondire la conoscenza di ogni punto d'interesse.
Conte Ceconi e Castello Ceconi
Situato nella frazione di Pielungo, circondato da una fitta foresta che prende il suo nome, il castello Ceconi è la viva testimonianza della vita e delle opere del Conte Giacomo Ceconi di cui di seguito raccontiamo brevemente la sua storia.
Nato nel 1833 da una famiglia povera di Pielungo, verso i 18 anni Giacomo si trasferì a Trieste, dove trovò impiego come manovale presso il cantiere che avrebbe costruito la ferrovia di collegamento tra Vienna e la città portuale. A Trieste frequentò scuole serali di disegno per poter migliorare la sua condizione. Qui si distinse subito per il suo ingegno e la sua laboriosità; nel giro di poco tempo infatti costituì un'impresa e ottenne importanti lavori ferroviari nell'Europa Orientale. Nel 1880 vinse la gara d'appalto per la costruzione della galleria dell'Arlberg, situata tra le regioni del Tirolo e del Voralberg. In soli 4 anni completò i lavori. Fu un evento talmente straordinario che viene ancora ricordato.
Nel 1891, aveva già racimolato una discreta fortuna, tanto che decise di regalare ai suoi concittadini di Pielungo la Strada Regina Margherita lunga 12 km, che collegava agevolmente il suo Paese ad Anduins e alla vallata sottostante. Inoltre costruì scuole e chiese, fu promotore di interventi sociali e culturali per la sua gente. Nel frattempo si ristabilì a Pielungo, costruendo l'importante magione. Tutt'oggi nella storia esistono pochi esempi analoghi di personaggi così generosi e devoti nei confronti del proprio territorio d'origine. Per tutti questi motivi Giacomo ricevette il titolo di Nobile di Montececon dall'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe e di Conte dal Re d'Italia Umberto I. Morì nel 1910 e fu sepolto nella tomba di famiglia nei pressi del castello.

Il castello Ceconi
Attualmente il Castello Ceconi è stato acquistato da un'azienda privata la quale intende apportare dei miglioramenti alla struttura e al parco circostante per poterne in futuro rendere visitabile una parte al pubblico.
Per raggiungere il Castello, arrivare a Vito d'Asio eppoi seguire le indicazioni per la frazione di Pielungo. Il Castello si trova a poche centinaia di metri dal paese ed è raggiungibile attraverso una strada asfaltata.
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Fonti Solforose di Anduins
Nel Comune di Vito d'Asio, precisamente in frazione Anduins, si trovano le fonti solforose del Rio Barquet, note fin dal XV secolo per le proprietà curative delle loro acque. A metà '800 vennero compiute le prime analisi per accertare le caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua "pudia" e poi procedere alla valorizzazione delle sue qualità terapeutiche e alla realizzazione di interventi di sfruttamento della vena sorgentifera. Nella seconda metà dell'800, il Comune compì le necessarie opere di presa e distribuzione e attrezzò l'area antistante per accogliere le persone che vi giungevano, inizialmente solo per bere l'acqua, poi per le pratiche idropiniche.

Le fonti solforose di Anduins
Ai primi del '900 una società privata cominciò a sfruttare razionalmente le sorgenti. Di lì a poco tempo si ebbe un vero boom turistico, con utenti provenienti da Trieste e dal Veneto. Si costruì uno stabilimento con 25 cabine da bagno, che consentì l'utilizzo dell'acqua anche ai fini della balneoterapia. Agli inizi degli anni '20 l'afflusso dei turisti era straordinariamente elevato, con punte di settecento-mille presenze giornaliere che resero la "Stazione Balneare Climatica di Anduins" celebre quanto quella di Arta Terme. Negli anni '30 cominciò la fase di declino, dovuto in parte alla generale crisi economica, in parte all'invecchiamento delle strutture turistiche.
Negli anni successivi l'attività balneare fu drasticamente ridimensionata per poi cessare definitivamente, mentre si è mantenuto e si mantiene costante l'afflusso di coloro che vi si recano semplicemente per bere l'acqua.
Nel corso degli anni altri studi scientifici hanno fornito ulteriori dati sulla qualità delle acque di Anduins, tanto da aver incoraggiato l'ideazione di un ambizioso progetto di rilancio.
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La grotta delle Agane
Un'attrattiva di grande interesse speleologico è la Grotta delle Agane o Forno della Pagana, che si trova sulla destra del Rio Barquet, tra Anduins e Vito d'Asio e si raggiunge percorrendo la strada che da Vito d'Asio conduce alla Mònt di Vît. La grotta è scavata nel calcare cretaceo, non lontano dal contatto fra questo e le rocce eoceniche. L'apertura è ampia (m. 4x6), rivolta ad est. La grotta consta di un'unica galleria, poco accidentata diretta da est a ovest, lunga 305 metri: a un po' meno di metà percorso è un piccolo corridoio laterale, lungo una trentina di metri. La galleria ha forti dislivelli: è interrotta da sei pozze d'acqua, profonde circa 1 metro al massimo, e termina in un sifone.

L'interno della grotta delle Agane
Alcune esplorazioni subacquee hanno permesso di percorrere circa duecento metri di gallerie che ospitano una colonia di pipistrelli. L'aspetto misterioso della grotta è all'origine delle numerose storie legate alle sue abitatrici, las Aganas, che secondo un'antica leggenda locale, erano tre perfide creature le quali rapivano i bambini cattivi per mangiarli.
Queste donne, per alcuni tre sorelle, per altri madre e figlie, si dice temessero il suono sacro delle campane che le costringeva ad arrestarsi, scavando con i piedi sulla pietra, nell'intento di proseguire per nascondersi dentro le proprie grotte. Da qui si spiega il motivo per cui venivano raffigurate con i piedi all'indietro.
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Le grotte di Pradis e il Museo
A Pradis di Sotto, a 300 m dalla piazza in direzione di Clauzetto, incontriamo le Grotte di Pradis, ambita meta naturalistica dal fascino singolare.
La loro bellezza fu esaltata nel 1921 da don Giacomo Bianchini, che in un suo componimento poetico ne prevedeva la valorizzazione. Dopo le prime esplorazioni degli anni '50, nel 1964 il parroco di Pradis di Sotto, don Terziano Cattaruzza, ebbe l'intuizione della loro trasformazione turistica e di lì a poco, con l'aiuto della popolazione promosse la realizzazione dei lavori che resero le grotte visitabili da parte del pubblico. L'anno successivo nacque il Gruppo Speleologico Pradis, che si attivò nelle prime ricerche le quali fruttarono diversi ritrovamenti: resti dell'Ursus spelaeus (orso delle caverne), strumenti di selce, ossa, cocci e carboni di focolare, attribuibili all'uomo preistorico, che frequentò le cavità.
Oggi le parti turistiche sono due. Nella parte superiore si trova la Grotta della Madonna, un vasto salone che ne ospita una statua in ceramica; denominata anche Grotta Verde per la suggestiva colorazione conferita dal sistema di illuminazione, dal 1968 è Tempio Nazionale dello Speleologo. Ogni anno vi viene celebrata la suggestiva Messa Natalizia, ormai divenuta un appuntamento tradizionale assai partecipato.

Grotte di Pradis
Con 207 scalini, invece, si può scendere all'Orrido intitolato a Don Bianchini. La profonda forra è stata incisa dal Torrente Cosa che scorre sul fondo creando un emozionante susseguirsi di giochi d'acqua. Dall'imponente Crocefisso bronzeo collocato nella gola rocciosa si dipartono due percorsi: uno conduce in un boschetto dal quale si può ammirare la cascata del Rio Molât che si getta nel Cosa; l'altro con alcuni ponticelli, conduce esattamente sopra la cascata.
Risalendo il corso del torrente si intersecano due cavità che in origine formavano un'unica grotta, ma che l'erosione operata dal torrente ha tagliato in due. Il percorso delle grotte è stato ampliato ed arricchito con un itinerario ad anello lungo l'orlo superiore della forra: a monte la attraversa sull'antico ponte in pietra ad un'arcata (situato sotto il ponte stradale che collega Pradis a Campone), a valle su una passerella posta sopra la confluenza tra il Cosa e il Rio Molât.
A poca distanza dalle Grotte, è stato aperto il Museo della Grotta il quale raccoglie in una mostra permanente i resti paleontologi e reperti archeologici, frutto di rinvenimenti casuali e di recenti indagine scientifiche. Inoltre al suo interno troviamo una curata sezione dedicata ai fossili e ai minerali di provenienza locale. Il Museo è curato e gestito dal Comitato Culturale di Pradis.
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Il sentiero della battaglia di Pradis
Tra i luoghi d'interesse storico inseriamo anche un percorso di pochi km, che si sviluppa tra i comuni di Vito d'Asio e Clauzetto e che vi consente di attraversare il teatro degli episodi bellici svoltisi in questa zona il 5 e 6 novembre 1917.
Per informazioni più dettagliate sull'itinerario, cliccate qui.
I laghi della Val Tramontina
I tre grandi laghi artificiali di Redona, di Selva e del Ciul costituiscono un elemento caratteristico del territorio della Val Tramontina. Questi laghi furono costruiti negli anni '50 allo scopo di regolamentare il sistema idrico della valle e di produrre energia elettrica. Ora sono diventati tre mete turistiche, dato il suggestivo colore smeraldino delle loro acque e lo scenario naturale in cui sono inseriti.
Giungendo da Meduno verso Tramonti, s'incontra per primo il lago di Redona, costruito con lo sbarramento del fiume Meduna, presso la stretta del Ponte Racli. La costruzione del lago ha sommerso le borgate di Flors, Movàda e Redòna, i cui ruderi emergono nei periodi di secca a testimoniare la loro passata presenza. Dopo la realizzazione del lago, la società costruttrice dei tre bacini artificiali, la S.A.I.C.I., ha ricostruito la chiesa della borgata poco distante dal sito originale e tutt'oggi visitabile.

Il lago incorniciato dalla natura
Proseguendo in direzione Chievolis, dalla piccola frazione si percorre la stretta strada che conduce alla diga del lago di Selva. Oltrepassata questa, si inizia a costeggiare il lago volgendo lo sguardo verso le vette che ne racchiudono la parte orientale.
Ancora più in alto c'è il lago del CiuL, raggiungibile attraverso una lunga galleria stradale e poi attraverso dei sentieri sterrati.
E' possibile percorrere le sponde dei laghi attraverso dei piacevoli sentieri, alcuni adatti anche ai più piccoli, altri invece più impegnativi, fermandosi di tanto in tanto per scattare delle fotografie ai boschi di faggi e aceri o solo per respirare l'aria buona di montagna.
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Il museo dei fossili
Il museo dei fossili, adiacente al municipio di Tramonti di Sopra, raccoglie molte conchiglie di molluschi dell'Eocene (55-38 milioni di anni fa) e del periodo Cretaceo (140-65 milioni di anni fa). Troviamo i Bivalvi come le Rudiste, tipici fossili delle nostre montagne e i Gasteropodi del Genere Bellerophon. Presenti anche coralli, ricci di mare, vari tipi di Ammoniti, felci del Carbonifero (370-310 milioni di anni fa) e Trilobiti del Cambriano (590-500 milioni di anni fa). Rappresentati nelle collezioni anche denti di pesci Selacei dell'Eocene. Le località di provenienza sono, oltre la Val Tramontina, le Alpi Carniche friulane.
Per maggiori informazioni rivolgersi al comune di Tramonti di Sopra (tel 0427 869012).
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Il mulino di Campone
Campone, frazione di Tramonti di Sotto, non è un paese ma un insieme di borgate tutte in bella esposizione meridionale, una caratteristica comune laddove gli spazi per costruire erano limitati al fondovalle o su ripiani naturali. A causa dello spopolamento oggi Campone è scarsamente abitato; solo d'estate e durante le festività aumentano sensibilmente le presenze.

La ruota del mulino
L'attrattiva principale della borgata è costituita da un antico mulino con ruota di legno, risalente al XVII secolo, oramai fermo nei suoi vecchi meccanismi alimentati da una roggia derivata dal Torrente Chiarzò. Nelle vicinanze si trova anche la grotta chiamata Fous di Campone o Bus de Castigo: la cavità si apre a lato strada 1,5 km prima del borgo e ha uno sviluppo noto di oltre 2500 metri; ad esclusione dell'ingresso alla prima sala con laghetto è esplorabile solo da speleologi e speleo-subacquei.
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Acqua Pradis
In località Pradis di Sotto, in comune di Clauzetto, dalla viva roccia del Monte Dagn, scaturisce l'acqua oligominerale naturale Pradis. Quest'acqua incontaminata e dalle provate qualità di purezza e leggerezza, viene imbottigliata direttamente dalla fonte, in uno stabilimento a pochi passi dalla montagna. È possibile visitare gratuitamente lo stabilimento, previa prenotazione, e conoscere da vicino tutte le fasi produttive, dalla raccolta dell'acqua fino al suo confezionamento, accompagnati da personale qualificato.
Contatti: Andromeda SPA, Via della sorgente, 27 - Pradis di Clauzetto.
Tel 0427 80375.
Sito internet: www.pradis.com 
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